Caronia - Calacta
Secondo lo storico Diodoro Siculo, Calacte era stata fondata nel 446 a.C. dal condottiero siculo Ducezio che dopo essere stato sconfitto a Siracusa e mandato in esilio a Corinto, sarebbe tornato con alcuni Corinzi per fondare la colonia Calacte. Probabilmente esisteva già un piccolo insediamento abitativo sul sito di Caronia già all’inizio del V secolo a.C., il centro si sarebbe poi sviluppato in un centro urbano nel periodo ellenistico, come documentato da diversi reperti archeologici rinvenuti.
Calacte ebbe grande importanza in epoca ellenistica e romana, si narra che la città era adornata da templi e ville e che dopo la conquista romana, all’inizio del II secolo a.C. batteva moneta propria con le effigi di Dionisio, Apollo ed Eracle.
Durante l'impero romano fu rilevante centro agricolo e commerciale: esportava soprattutto vino, trasportato in anfore e probabilmente anche tonno, infatti Silio Italico nel I secolo d.C. parlava del "litus piscosa Calacte". Anfore vinarie del IV secolo d.C. prodotte a Calacte sono state trovate a Roma.
I recenti scavi archeologici a Caronia e Marina di Caronia hanno mostrato che la città ellenistica sul sito dell'odierna Caronia fu distrutta verso la fine del I secolo d.C. da un incendio o da un terremoto e gli abitanti si spostarono sul mare, in corrispondenza dell'odierna Caronia Marina. Poco dopo la metà del IV secolo d.C., l'abitato portuale di Calacte fu prevalentemente distrutto, probabilmente da un terremoto.
Intorno all’anno 1000 si pensa che Calacte fu saccheggiata e distrutta dai pirati Saraceni e successivamente ricostruita con l’attuale nome di Caronia, denominazione presente in un documento dell’arcivescovato di Messina del 1178. Dopo il dominio dei Normanni che vi fondarono il Castello, Caronia passò in mano agli Aragonesi che la cedettero su concessione di Federico II di Aragona nel 1296 ai Ventimiglia che la sfruttarono come scalo commerciale. Dopo vari passaggi, nel 1630 nel corso della dominazione spagnola divenne feudo in qualità di marchesato dei Pignatelli Aragona Córtez, la cui presenza è attestata dal vessillo comunale che presenta tre pignatte in campo senape.
Agli inizi del '900 molta parte del territorio era ancora in mano ai Pignatelli e questo durò fino all'immediato dopoguerra quando le lotte contadine spaccarono il feudo. Quasi tremila ettari di terreno furono assegnati ai contadini mentre il Castello e le terre annesse furono vendute nel 1939 alla famiglia Castro di Palermo ancora oggi proprietaria.